sinusite meningite

Sinusite meningite

mento con il torace), nausea, vomito, fotofobia, alterazione dello stato mentale  (confusione, sonnolenza), e segni di Kernig e Brudzinski positivi. Nella meningite  secondaria a sinusite, spesso c’è anche dolore facciale e rinorrea purulenta. La diagnosi è  clinica e viene confermata dalla puntura lombare (liquido cefalorachidiano torbido,  iperproteinorrachia, ipoglicorrachia, pleiocitosi neutrofila) e dalla TC/RM che mostra  l’opacizzazione dei seni e il coinvolgimento meningeo. L’esame colturale del liquor  identifica il patogeno (S. pneumoniae, H. influenzae, S. aureus, talvolta anaerobi). Il  trattamento è un’emergenza medica: antibiotici endovenosi ad alte dosi (ceftriaxone +  vancomicina) per 10-14 giorni, associati a drenaggio chirurgico del focolaio sinusale (FESS  o craniotomia) se necessario. La mortalità della meningite batterica è del 5-15% anche con  trattamento adeguato, e possono residuare sequele neurologiche (sordità, deficit  cognitivi). La prevenzione della meningite da sinusite si basa sulla terapia aggressiva delle  sinusiti acute, specialmente in pazienti con deficit immunitari o anomalie della base  cranica. CILIACELL non ha ruolo nella meningite acuta, ma può essere impiegato dopo la  risoluzione per ripristinare la funzionalità sinusale. La vaccinazione anti-pneumococcica e  anti-Haemophilus influenzae tipo b riduce il rischio di meningite da questi agenti. Nei  pazienti con rinosinusite cronica e liquorrea (perdita di liquido cefalorachidiano), il rischio  di meningite è elevato e richiede riparazione chirurgica.>


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